Diario di un'italiana non più in norvegia che ora vive tra l'Italia e l'Olanda

Eccomi

Blogger: mumita
Chi sono? Una donna che ha vissuto un'esperienza di vita nella meravigliosa Norvegia ma che poi è tornata in Italia ed ora vive da pendolare tra l'Olanda e l'Italia. Una "viaggiatrice" curiosa e piena d'entusiasmo, che finisce sempre in paesi freddi!

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giovedì, 29 marzo 2007
nuoto

Il nuoto è uno sport che mi è sempre piaciuto moltissimo, sia da praticare, nonostante la mia pigrizia, sia da vedere. Quando ero alle elementari i miei mi iscrissero ai corsi nella piscina della mia città, allora nuova di zecca e all'avanguardia, tanto che vi organizzarono i campionati Italiani assoluti più di una volta.
In più ogni anno qui si svolgono i campionati italiani masters.
Io e mio fratello andavano in piscina insieme, in corsi diversi, lui era più grande e più bravo.
Lui per alcuni anni fece nuoto agonistico e all'età di 12 anni fece la finale nazionale dei 50 metri dorso, del Trofeo Topolino, a Rovereto, ed arrivò 8° assoluto. Non male considerando che c'erano bambini da tutta Italia.
Io invece seguivo i corsi regolari e mi sono presa la mie piccole soddifazioni vincendo la gare provinciale nei 50 rana e vincendo le regionali studentesche dei giochi della gioventù. Non potei andare alle nazionali a Roma perchè avevo l'influenza. Ovviamente con il mio tempo non sarei arrivata neanche in semifinale, però sarebbe stato bello partecipare. Io così piccolina in mezzo a ragazzine alte il doppio di me:evidentemente la mia nuotata era efficace, riuscivo a scivolare nell'acqua molto bene.
Ora non nuoto regolarmente da tanto tempo, anche se mi piacerebbe tornare in vasca per il mio benessere fisico e mentale.
Quando nuoto e sono in acqua mi sento bene con me stessa, mi scarico, mi sento di appartenere all'acqua molto più di qualsiasi altro elemento in natura.
 
A proprosito di nuoto: proprio in questi giorni sono in corso di svolgimento in Australia i mondiali che mi appassionano da matti, anche se non ho potuto seguirli come avrei voluto. Sono una tifosa sfegatata di tutti gli atleti che mi piacciono, italiani e non.

Ovviamente se c'è un italiano in vasca lo sostengo, ci mancherebbe!
A proposito, Magnini ha appena vinto l'oro nei 100 st libero, una gara a me cara per la mia mai nascosta passione per lo Zar Popov, che in questa specialità era semplicemente strepitoso. Neanche le coltellate di un pazzo scatenato sono riuscite a fermare la bravura di questo atleta incredibile, pluriprimatista del mondo.
E' stato bello vedere Magnini ancora una volta sul gradino più alto del podio, seppure in compagnia del Canadese Hayden, ed è stato bello vederlo premiare da Popov in persona.
Di Magnini bisogna dire che è anche un gran bel pezzo di figliuolo, come lo è Popov!
Passaggio di consegne?
Scusate, ma parlando di nuotatori è difficile rimanere insensibili al fascino dei loro fisici statuari!

Una citazione doverosa la merita Michael Phelps, allucinante nella sua nuotata strepitosa e forte come non mai, che continua ad abbattere record  su record.

Insomma il nuoto mi piace proprio e se rinasco voglio essere un delfino!

Postato da: mumita a 11:45 | link | commenti (12)
sport

lunedì, 26 marzo 2007
Disguidi bancari...quando essere straniero discrimina!

Questo post lo sto scrivendo ancora un pò su di giri per tutto quello di spiacevole che mi è successo in questo ultimo mese e mezzo.
Mi riferisco al comportamento della mia banca inglese, di cui faccio anche il nome, HSBC.
Tra l'altro è uno dei 5 gruppi bancari più grandi al mondo (di origine Scozzese)
Con la mia collega Inglese abbiamo deciso di aprire un conto in banca in Inghilterra per facilitare le varie operazioni degli eventi che organizziamo là e che spero organizzeremo sempre più di frequente.
Si sà, aprire una propria ttività non è facile ed i primi anni sono duri.
Ovviamente possono esserlo ancora di più se la banca in questione deve darti un prestito dicendoti prima mela e poi pera.ad es. ti dice che puoi aprire il conto in euro senza difficoltà e gratuitamente ma poi ti manda una lettera d'avviso con la quale ti dice che ogni mese devi sborsare molte sterline per mantenerlo e ovviamente la lettera ti arriva a conto già aperto, dopo che il consulente ti aveva detto tutt'altra cosa. Ma sorvoliamo...tutto mondo è paese.

Non entro nei dettagli ma dico solo che i documenti (bancomat, carta di credito, business card bancaria, libretto assegni, ecc..) avrebbero dovuto arrivarci tutti in circa 2/3 settimane.
Per ovvie ragioni, come tutti sappiamo, i PIN e le Carte sono inviati separatamente per evitare spiacevoli inconvenienti.
Le banche inglesi ti garantiscono l'arrivo puntuale, pena la multa salata per la Banca stessa se ogni documento spedito ritarda più di 7 gg lavorativi.
Così il cliente si sente più sicuro....certo se la procedura venisse rispettata!
Il primo documento arriva puantualissimo e noi siamo entusiaste del servizio.
Successivamente passano 3 settimane senza ricevere gli altri documenti!
Inviamo un'email al "nostro responsabile" un tipo, apparentemente simpatico, che ci è stato affidato come consulente dalla filiale. Niente risposta.Rinviamo un'altra email e stavolta ci risponde a tutto tranne che alla domanda in questione!
Proviamo a telefonare, ma dalla filiale non possono rispodere direttamente, si deve passare per il call center centrale che smista le telefonate.
Problema grosso:la banca avrebbe dovuto inviarci come prima cosa una lettera con il codice cliente per accedere al servizio clienti e parlare direttamente con i consulenti.
Prova e riprova ma nessuno può dirci nulla perchè non abbiamo il codice e pertanto non risultiamo clienti acqusiti.
Nel frattempo io ricevo una lettera dalla banca che mi dice che devo recarmi allo sportello bancario della mia filiare entro 12 gg lavorativi. Il motivo non è spiegato ma mi si chiedono i seguenti documenti:

  1. Passaporto originale (già presentato alla banca al momento dell'apertura del conto e fotocopiato dalla stessa) ma loro lo rivogliono esaminare
  2. carta d'identità originale (anche di questa la banca ha già una copia)
  3. patente di guida originale (hanno anche questa!)
  4. assicurazione di un'automobile a mio nome, originale (e se io non avessi l'auto a mio nome?)
  5. bollette originali di:acqua, luce, gas intestate a me (a che pro? ma siete scemi?)
  6. copia del mio C.C bancario italiano (che hanno già!)
  7. Copia della tessera sanitaria (non capisco a cosa gli serva dato che io sono residente in italia!)
  8. contratto d'affitto della mia abitazione italiana o documento di acquisto della casa (?)
Mi vengono richieste tutte queste cose e mi viene chiesto di portarle personalmente a mano ed in originale. Cioè dovrei farmi un viaggetto in Inghilterra con tutti i miei documenti originali in tasca, considerando che ho la metà di queste cose a mio nome!
Quello che mi ha fatto davvero imbufalire è che da nessuna parte nella lettera era specificato il perchè
E qui viene il bello, perchè la lettera si conclude con "prego chiamare il servizio clienti" per ulteriori informazioni (più che ulteriori direi per informazioni dato che nella lettera non spiegate un fico secco!)
E ovviamente io non avevo e ancora non ho lo stramaledetto "codice cliente"  quindi non posso parlare con nessuno!
Chiedo aiuto alla collega inglese che fa telefonate su telefonate, ma per giorni non riesce a parlare con nessuno (d'altrone essendo il conto cointestato nemmeno lei ha il codice cliente!).
I 12 gg sono già trascorsi e quindi il mio conto, peraltro non ancora accessibile perchè non ho nemmeno il codice per il web-banking, è congelato!
Cosa fare? Rimandiamo 4 email in 4 diversi gg al nostro fantomatico consulente che non si degna di risponderci.
La mia amica e collega richiama il Call center generale e pretende arrabbiatissima di parlare con qualcuno. Alla fine arriva la responsabile del call center che ci mette in contatto con il customer care per il reclamo.
Poi la collega chiama suo suocero (poverino anziano e mezzo acciaccato!) che vive nel luogo dove abbiamo la banca e gli chiede di andare lui personalmente a parlare con qualcuno che possa telefonarci.
Ovviamente  gli impiegati britannici sono inamovibili perciò niente telefonate!
Allora inviamo una lettera di protesta in cui spieghiamo i nostri problemi (la mancanza dei documenti bancari, l' assurda lettera ricevuta da me e l'impossibilità di accedere al servizio clienti perchè non abbiamo mai ricevuto il codice!) chiedendo che qualcuno ci contatti! Per evitare che l' email venga cestinata l'abbiamo inviata al suocero che l'ha stampata e consegnata a mano alla banca...vecchio stile!
Questa volta la lettera sortisce l'effeto desiderato e il nostro responsabile ci invia un'email dicendoci che ci chiamerà stamattina. Infatti chiama e mi fa girare le balle di brutto (anche se io non ci ho parlato direttamente) perchè asserisce che i documenti a me richiesti erano necessari per IDENTIFICARMI perchè secondo loro la mia firma sulla patente (firmata 12 anni fa all'età di 18 anni!) era diversa dalla firma che avevo sul passaporto e sui documenti firmati davanti a lui (idiota!) in banca!
Ma che assurdità è questa?
Io ho firmato tutti i documenti davanti a lui (ripeto IDIOTA).
avrete già capito che tutti i documenti richiesti a me in originale dovevano servire a confrontare che la mia firma fosse uguale in tutti, onde evitare falsificazioni!

Io invece penso che siccome sono straniera (italiana) e non residente in Inghilterra volessero rompere i coglioni!
Infatti la mia amica e collega (residente in italia ma cittadina inglese) ha consegnato loro solo la copia del passaporto e non le hanno chiesto altro.

Sono una iena: per fortuna oggi non devo incontrare nessun cittadino britannico!

E aggiungo questo tanto per gradire





 

 

Postato da: mumita a 11:21 | link | commenti (16)
riflessioni, lavoro, disavventure

martedì, 20 marzo 2007
autocommiserazione

Il mio fegato lavora male e questo dà fastidio ai miei reni....
Non tollero il lievito di birra:ecco perchè ogni volta che mangio sto male!
A quanto pare oggi è il giorno dell'autocommiserazione...per fortuna stò stato mi dura sempre poco!

Postato da: mumita a 19:57 | link | commenti (16)
riflessioni

lunedì, 19 marzo 2007
Letture

La settimana scorsa ho letto un libro molto carino di un autore nordico, precisamente Finlandese, che si chiama Arto Paasilinna. Lui è molto conosciuto in tutto il Nord Europa ed i suoi romanzi sono stati tradotti in moltissime lingue.
Il libro in questione si intitola:"Piccoli suicidi tra amici" edito da Iperborea una casa editrice specializzata in autori nordici. Per saperne di più www.iperborea.com
Arto Paasilina è lo scrittore di punta della casa editrice; il suo libro  L'anno della lepre (che devo ancora leggere), ha venduto più di 100.000 copie.
Piccoli suicidi tra amici affronta, come si evince dal titolo, il tema del suicidio e la sua ampia diffusione  in Finlandia. Il libro è pieno di ironia, umorismo ma anche di tenera rilfessione sul rapporto che si può instaurare tra un gruppo di persone, diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa apparente perdita d'interesse nei confronti dalla vita. Apparente perdita poichè di giorno in giorno la voglia di continuare a vivere cresce e la speranza comincia a farsi strada. Il viaggio di queste persone, più o meno tristi, diventa una nuova scoperta di sè e così si capisce che ci sarà  tempo per lasciare questa vita ma per il momento è bello riscoprire interessi sopiti e maturarne dei nuovi che possano ridare un pò di serenità.

Postato da: mumita a 10:50 | link | commenti (10)
cultura

giovedì, 15 marzo 2007
Disorientata

Sono un pò disorientata perchè una mia una cara amica norsk mi scrive della crisi che sta attraversando con il suo fidanzato, padre del loro bambino di 3 anni, dicendomi che sta soffrendo di depressione e che lei è disperata perchè non sa come affrontare la situazione.
E' risaputo che le popolazione nordiche abbiano una certa tendenza ad ammalarsi mentalmente, però in questo caso non mi sembrava ci fossero segni così manifesti di depressione in corso.
Sono venuti in Italia per il matrimonio ed il loro atteggiamento era lo stesso, evidentemente sanno mascherare bene oppure io stavo temporaneamente vivendo altrove.
Ma anche mio marito non ha avuto alcun sospetto fino alla prima email rivelatrice.
Lei mi scrive dicendomi che lui ha problemi ad addormentarsi, vorrebbe uscire di più la sera da solo con gli amici, non si sente più affidabile come compagno e padre.....ammazza sono cose pesanti da mandar giù e lei poverina piange e si dispera.
Ora secondo me più che depressione c'è voglia di liberarsi dalle responsabilità quotidiane ma come faccio a dirlo a lei che è così innamorata? E poi siamo lontane e parliamo di questo solo via email o in chat.
Inoltre lui non si fa sentire con mio marito da circa due mesi e quindi c'è una sola campana che suona.
Sono una coppia così bella che immaginarli separati mi fa un effetto strano e triste.
E poi il bimbo, insomma c'è un figlio di mezzo!
Poi penso alla nostra esperienza ad Oslo.
In un anno abbiamo conosciuto quasi tutte mamme singles, donne mature singles, insomma tutte donne che lavorano e che fanno tutto, mandano avanti il paese e le loro famiglie mentre gli uomini conosciuti sono o sposati con straniere o nascosti non so dove....infatti dopo una certa età spariscono.
Il marito sostiene che vengano rinchiusi in istituti geriatrici in compagnia di qualche bottiglia di acquavite.....ovviamente scherza ma direi che c'è poco da scherzare!
Insomma cosa c'è che non va in questi uomini?
Scrivo questo sfogo per la mia amica, perchè restare sole con un figlio a carico, che tra l'altro deve ogni anno subire interventi chirurgici a causa di una malformazione, in una città lontana da quella dove vive la tua famiglia deve essere davvero dura!
Coraggio



Postato da: mumita a 10:35 | link | commenti (16)
riflessioni, norvegesi

mercoledì, 07 marzo 2007
Ma siamo in Europa?

Forse dovrei dire:siamo sicuri di essere nell'Unione Europea?
Noi italiani e l'talia siamo davvero all'interno della UE?
E davvero ne rispettiamo le direttive, le leggi, i dettami?
Non sono proprio sicura che sia così.
La nostra solita burocrazia "burocraticizzata" ci frega, come al solito, e frega anche gli altri cittadini della UE.
Purtroppo ne ho avuta un'ulteriore prova nelle ultime settimane.
Come oramai sapete la mia collega ed amica è Inglese ed ha scelto di vivere nel nostro paese insieme alla famiglia, marito e due figlie.
Ora in ogni altro paese della UE che si rispetti, compresi quelli del Sud Europa, che in quanto a parametri vari sono sempre in "ritardo" , ogni cittadino della suddetta UE può decidere di trasferirsi e di mettere radici senza bisogno di eccessivi controlli.
Basta registrarsi nel comune di residenza,dare il proprio indirizzo,  mostrare i propri documenti in ordine ed in regola, senza ulteriori casini si può tranquillamente continuare la propria vita in suolo "straniero".
Si può aprire un conto corrente bancario nel paese ospitante, e far valere la propria tessera sanitaria Europea che tutti abbiamo...anche se a noi è arrivata con più di un anno di ritardo...ma questa è un'altra storia.
Semplice vero? Eh, no, no, no....non è semplice e liscio come l'olio siamo in Italia , ragazzi!
Così scopro che i miei amici Britannici appartenenti alla UE hanno bisogno del PERMESSO DI SOGGIORNO e che tale permesso è identico a quello richiesto per i cittadini non appartenenti all'Unione Europea!
Scusate sono ancora sconvolta da tale assurda notizia.
Il tutto è avvalorato da un libro che si chiama "How to get a new life" edito in England dove si dice espressamente che in Italia è necessario avere il permesso di soggiorno anche per i cittadini UE per poter vivere, lavorare, mandare i figli a scuola, ecc..e si sottolinena che scegliendo l'Italia si deve avere necessariamente questo permesso mentre in Francia, Spagna e resto dei paesi UE non è necessario.
Insomma tutti i paesi UE potrebbero richiedere il permesso di soggiorno ma non lo fanno perchè oramai sono nella UE mentre l'Italia si avvale della facoltà di chiederlo per mantenere, secondo una mia tesi, la leadership di paese principe della burocrazia e delle leggi di cui è violata l'applicazione.
Oltretutto i miei amici si devono presentare ogni anno in questura e ridire le stesse identiche cose della prima volta....
Ah, la prima volta...sostengo che la prima volta in ogni caso è sempre dolorosa.....ed è per questo che il marito della mia amica ha fatto la spola tra la questura ed il comune per ben 3 volte...tanto che alla fine è stato un poliziotto cortese e premuroso (o forse distrutto anche lui dalle lungaggini del comune) che si è offerto di accompagnare personalmente lo sventurato in comune ponendolo sotto la sua ala protettiva....
Ne verremo mai fuori?

Postato da: mumita a 17:54 | link | commenti (13)
italia, riflessioni