
Chi sono? Una donna che ha vissuto un'esperienza di vita nella meravigliosa Norvegia ma che poi è tornata in Italia ed ora vive da pendolare tra l'Olanda e l'Italia.
Una "viaggiatrice" curiosa e piena d'entusiasmo, che finisce sempre in paesi freddi!
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Risvegliarsi in Giamaica è il titolo di un libro di Stephen Foehr che sia io che il mio Lui abbiamo letto prima e durante il soggiorno sull’isola caraibica.
Il libro è molto interessante ed illustra in modo chiaro e informale la situazione giamaicana attuale, attingendo a preziose fonti locali.
Ma leggendolo ci si trova anche immersi nella cultura di quel paese, nelle sue origini e radici storiche, nonché coinvolti nella spiegazione del termine rasta e di come il rastafari sia una filosofia di vita spirituale. Non c’è nulla di più sbagliato che pensare al rastfari come se fosse solo un individuo dai capelli intrecciati, con la camicia strappata e dal cervello fumato.
Anche perché il saggio Bob Marley non ne sarebbe affatto entusiasta, dopo aver cantato e professato durante i suoi pochi 36 anni fratellanza e rispetto.
ll libro affascina per la ricostruzione della nascita del rastfaresimo e per la sua concezione di vita, anche se non tutto affascina in modo positivo, ci sono cose che a me sono sembrate alquanto bizzarre e non proprio belle; e affascina per la ricostruzione storica delle lotte giamaicane per l’indipendenza ed il rispetto; ma anche per l’egoismo dei governanti e dei politici giamaicani stessi e per la loro sete di potere, che arriva ad offuscare l’interesse del loro stesso popolo, come purtroppo avviene in troppi paesi del mondo.
Ma la Giamaica è fatta prima di tutto da persone sorridenti ed amichevoli che come risposta ai loro problemi usano dire:”Giamaica no problem”!
Certo l’approccio con i turisti è sempre un po’ particolare, a volte la gente cerca di venderti qualunque cosa e non ti si scrolla di dosso, facendoti quasi sentire in colpa di essere lì in “luna di miele”, ma nelle zone meno popolose e meno violente, tutte quelle lontane dai sobborghi di Kingston, le persone sono di una simpatia contagiosa.
E poi la natura giamaicana è di una bellezza disarmante e sconvolgente.
Mi ero sempre immaginate le isole caraibiche fatte di sabbia bianca, mare cristallino e palme gigantesche, e secondo la mia visione la Giamaica era così, anche se sapevo che l’isola era montagnosa. Beh a tutto questo aggiungete verdissime foreste tropicali, alberi maestosi dai tronchi intrecciati e liane che penzolano poderose e robuste; uccelli variopinti che cinguettando in modo sonoro e pappagalli coloratissimi; il chiaro suono dell’acqua ed il fruscio delle foglie a contatto con l’acqua stessa;fiumi la cui acqua è ancora cristallina, fiumi in cui ci si può ancora immergere e nuotare senza timore di prendersi qualche malattia. Cascate d’acqua, cascate, cascate e ancora cascate!
Ecco, questa è la natura Giamaicana, talmente bella, talmente verde, talmente acquosa da farti rimanere intontito ogni volta che ci pensi!
Se ci aggiungiamo che noi eravamo in viaggio di nozze, super coccolati, rilassati, alloggiati in un Resort magnifico di Ocho Rios, riservato solo a coppie, con una spiaggia tranquilla e per nulla affollata, con la possibilità di andare in barca a vela, di bere cocktail direttamente sulla spiaggia o a bordo piscina, con la piscina termale lì vicino, il buffet della colazione e del pranzo quasi in riva al mare….ecco considerato tutto questo tornare a casa non può che risultare uno schok!
Ora capite perché ci ho messo quasi un mese prima di fare un post sui carabi?
Accadde la settimana scorsa.
"Dai, siamo in ritardissimo, sono quasi le 11 del mattino"!
"Muoviti alzati sennò fai tardi all'appuntamento!"
La sottoscritta, ancora assonnata e stanchissima dopo una nottata costellata da incubi , stenta ad alzarsi nonostante il ritardo e raggiunge il bagno faticosamente, arrancando!
Intanto lui è già vestito ha jeans e maglione, di solito attacca alle 8.30/9.00 e quindi ha perso diverse ore di lavoro!
Ed ecco che spalanca il portone di casa e quale sorpresa....fuori è ancora buio pesto!
Ma che diavolo di ore sono? "Le 5.30 !!!! " -"Ma non erano quasi le 11.00?"
Certo solo la nostra sveglia mattutina collegata con Francoforte segna le 11.00
Il mio orologio, non collegato a Francoforte, segna le 5.40 ed i cellulari pure!!!
Scena esilerante, ripensandoci, ma l'unica cosa che sono stata capace di fare in quel momento è stata quella di ripiombare nel mio letto!
Poverino, lui ci è rimasto male....ora però è divertente prenderlo un pò in giro!
PS Dubito che in questo caso l'effetto serra abbia avuto un' influenza anche su di noi, come accade per i poveri orsi, che si sono svegliati in anticipo dal letargo!
Ok , lo so che sarebbe ora di passare alla descrizione caraibica, piuttosto che continuare con New York, della quale avrei da dire altre 10.000 cose, ma almeno una cosuccia la devo aggiungere:Broadway!
A new York abbiamo conosciuto un professore di storia, di origini portoricane, che ci ha illustrato in modo molto lucido a volte spudorato la sua visione della città, compreso il mito di Broadway.
Così, grazie ai suoi suggerimenti ma anche alla Lonely Planet , ci siamo accodati alla fila di uno dei botteghini che vende biglietti a metà prezzo per i vari spettacoli, usufruibili per la serata stessa.
Da profani e non molto amanti dei musical abbiamo scelto uno spettacolo abbordabile:Chicago.
(NB la pagina si apre col sonoro quindi occhio al volume se siete al lavoro)
Sì proprio quello da cui è stato tratto il film con Zellweger, Gere, Zeta-Jones.
Avevamo visto il film, così sapevamo la trama e "conoscevamo" le canzoni...da notare che mio marito non si ricordava nulla perchè si era addormentato sul divano quando vedemmo questo film che a me all'epoca piacque.
La canzone introduttiva, "All that jazz", che poi fa da sottofondo principale al film, l'ho sempre trovata carina ed orecchiabile...e poi assistere ad uno spettacolo teatrale a Broadway non capita tutti i giorni!
In conclusione lo spettacolo mi è piaciuto abbastanza anche se, forse per la stanchezza accumulata, o forse no, a poco più di metà musical ho cominciato ad accusare il colpo, capendo che forse questo genere di spettacolo non è quello che mi si addice maggiormente.
Il marito, per conto suo, dopo le prime 3 canzoni già era bello assopito e la sottoscritta l'ha dovuto risvegliare a gomitate per evitare che i rantolii del sonno arrivassero fino al palco!!
Comunque il professore ci aveva accennato alla possibilità di seguire qualche spettacolo dell'Off Broadway, perchè più originale, ma era un casino acquistare i biglietti sotto Natale quindi abbiamo optato per la vera Broadway......Chissà forse avremmo davvero assistito a qualcosa di innovativo!
Ma io non sono esperta in materia e forse qualcosa d'interessante sull'argomento potrebbe dircelo MariaNY che incrociando le dita a Broadway ci andrebbe da protagonista!
Prima di partire per New York, dopo che il mio viaggio in Sry Lanka era stato cancellato a meno di un mese dal matrimonio
,avevo sempre in mente la canzone della Minelli; era un continuo ritornello che mi girava in testa. Avevo tentato di scaricarne una versione per ascoltarmela, ma purtroppo avevo individuato solo la versione in coppia con Pavarotti (probabilmente quella del Pavarotti&Friends) e siccome il Luciano mi storpia tutte le canzoni che non siano arie d'opera, mi sono rifiutata di ascoltarla ed ho preferito continuare a canticchiarla da sola. La terribile immagine del cosiddetto "big Luciano" che duetta con le Spice Girls mi era già sembrata abbastanza disgustosa!
Una volta arrivata là, negli States, la canzone è svanita per lasciare il posto a canzoni natalizie di tutti i tipi che rieccheggiavano per le strade della Grande Mela.
New York o meglio l'isola di Manhattan, che abbiamo visitato con appassionato entusiasmo e anche con un mal di piedi spaventoso, soprattutto gli ultimi 2 giorni, si è rivelata splendida, nel bene e nel male, nel bello e nel brutto. New york è un luogo d'incontro di molteplici culture, è prima di tutto etnicità, eccentricità, ricchezza e povertà. Ma è anche luogo d'arte, con i suoi musei assolutamente meravigliosi e con le sue numerossissime gallerie d'arte, luoghi di stranezze, originalità, curiosità e anche, perchè no, banalità!
Ho adorato New York perchè nelle sue strade, nei suoi negozi, nei suoi caffè, alberghi e nei suoi parchi confluisce gente di tutte le nazionalità possibili ed immaginabili, una mescolanza di lingue, profumi, usi e costumi da mettere al tappeto qualsiasi altro luogo al mondo, forse solo Londra può competerle da questo punto di vista!
I grattacieli che si stagliano altissimi fanno girare la testa e a furia di guaradare in alto si rischia il mal di collo. Mi aspettavo strade e viali più larghi, una sorta di boulevard alla francese, come a Parigi, ed invece le strade sono più strette o forse mi hanno dato quest'impressione perchè sono sovrastate dai grattacieli stessi. Dalla nostra camera d'albergo sulla 48esima, proprio vicino al Rockfeller Center, dove solo da qualche giorno era stato accesso il celebre albero di Natale, che tutti vanno ad ammirare, si vedevano grattacieli e solo grattacieli.
Il fuso orario mi ha permesso di essere in piedi già alle 6 del mattino e sveglia fin dalle 5:solo il fuso poteva compiere tale miracolo!
Questo per dire che le giornate newyorkesi sono state per noi lunghissime e caratterizzate da camminate infinite, perchè la città l'apprezzi di più se cammini, anche se spesso la metro dà una mano notevole, soprattutto quando i piedi cominciano a lamentare qualche dolore di troppo!
E' troppo bello camminare per le strade di questa città, sembra di essere continuamente in un set cinematografico, so che dico una cosa banale, ma è proprio questa l'impressione che si ha o almeno che ho avuto io...se poi ci mettiamo che ci ritroviamo a vedere per caso, e da debita distanza, le riprese di Spiderman III tutto diventa ancora più strano!
Ma una delle cose più belle è stata ammirare la città dall'alto dell'Empire State Building:una marea di luci sterminate e affascinanti. Il contro della visita sono state le 3 ore di coda (2 delle quali da fermi) per raggiungere l'agognato ascensore....un vero supplizio, soprattutto perchè avvenuto a partire dalle 5 pomeridiane dopo un'intera giornata trascorsa in giro camminando!
Altra meraviglia ammirare l'edificio del Guggenheim di Loyd Wright, assolutamente affascinante...peccato che l'esterno fosse in restauro. E poi raggiungere il ponte di Brooklyn e camminarci sopra sembra ancora più strano, come vedere Manhattan dal mare sul battelo per ammirarne lo skyline o ancora la celebre Statua della Libertà, nella sua grandezza, peraltro poco elegante, ma sempre d'effetto!
Ma a New York è bello pure girare per negozi non solo per acquisti ma pure per il piacere di entrarvi...perchè perdersi il negozio della Apple nella Fifth Avenue? oppure Tiffany? o ancora quello super tecnologico della Nintendo, anche se non capisco un fico secco di videogiochi? E quindi via ad ispezionare l'ispezionabile!
E' poi un classico passeggiare nel Central Park, il famoso polmone della città,che almeno di domenica è chiuso al traffico automobilistico, nel cui laghetto le anatre erano ben presenti (la citazione a Salinger è d'obbligo!)visto che la temperatura era mite e non sotto 0 come solitamente avviene nel mese di dicembre.
Note negative:un mare sterminato di persone ovunque!
Se da un lato la città sotto Natale è straordinaria con i suoi ulteriori giochi di luci e musiche, con bellissime decorazioni ovunque ed in tutte le salse, è pur vero che sotto Natale la città catalizza ancora di più l'attenzione dei turisti e non solo, diventando piena ma proprio piena di gente....piena!
A volte la sera dopo le 6 non si riusciva a camminare per le strade, tanto era la calca, una cosa mai vista!
Altro aspetto quantomeno curioso:se andate a New york non è necessario conoscere l'inglese ma piuttosto lo spagnolo...almeno se non avete pretese particolari di socializzare ma volete solo "fare i turisti" al 100%...tanto gli ispanici sono ovunque:tassisti, autisti, camerieri, baristi, commessi e tutti coloro che saranno a contatto con voi saranno loro...e persino la canzone natalizia più gettonata non è White Christmas ma Feliz Navidad...statene pur certi!!
Poi siamo stati testimoni di una vera americanata: un giorno vediamo una fila interminabile di persone accampate con sacchi a pelo, tende da campo, igloo, canadesi e brandine, ci sono uomini, donne e persino bambini, ci chiediamo chi siano poi il marito intuisce...sono persone che fanno la fila nei pressi del mega store della Nintendo per acquistare lo Wii, l'ultimo prodotto con il quale si gioca senza usare il joystick tradizionale.
New york è anche questa e francamente non si può non rimanere perplessi.....
Le 5 notti ed i 6 giorni passano in fretta per lasciare il posto alla seconda parte della nostra luna di miele e stavolta sono le note di Leaving New York dei R.E.M. a ronzarmi in testa!

Su Flickr trovate un'immagine più nitida della "torta sostitutiva" che ci è stata portata per rimediare alla distruzione della precedente....per chi non sapesse nulla di quanto accaduto basta leggere il resoconto del post precedente....appena qui sotto...
Disavvetura IV.
Colpo di scena della serata:alle 8 di sera durante il trasporto dalla pasticceria la torta nuziale crolla per terra!
Ovviamente gli invitati sono rimasti all’oscuro di tutto e gli sposi lo hanno saputo verso le 21.30
Noi eravamo così sereni e tranquilli che non abbiamo battuto ciglio, mentre la responsabile di sala era nel panico più totale. Così siamo stati noi a rassicurare tutti, e a prendere tempo.
Mio cugino ci faceva da Dj ed ha intrattenuto tutti tra la fine della cena e l’arrivo della torta: abbiamo avviato le danze e ci siamo scatenati in pista.
Vedere mio suocero attaccato al trenino è stato uno shock!
E mio padre? Ha ballato senza un attimo di tregua con chiunque capitasse a tiro:uno spasso totale!
La torta è arrivata un po’ in sordina: sembrava una di quelle americane dalle quali esce la spogliarellista
però era buona, al di là dell’aspetto poco raffinato che stonava con l’ambiente circostante. La sala era molto raffinata e al tempo stesso accogliente, ed il camino acceso davvero suggestivo. Il camino è stato protagonista anche degli intenti piromani dei bambini presenti alla festa, circa una decina, tutti agitatissimi e guidati dal nipote più pestifero che ci possa essere. Mi hanno persino domandato:"Zia posso bruciare i petali di rosa che ti hanno messo sulla tavola?"
Ah dimenticavo il taglio della torta. Il marito si appresta a tagliarla, ma non può affondare più di tanto il coltello, perché a parte il sottile strato superficiale, il resto è di cartone...Poco male!!
Alle 2.30 del mattino il karaoke improvvisato da una banda di “allegri “ (per non dire altro..) amici conclude la serata. E’ divertente leggere il guest book del matrimonio, regalatomi dalla mia amica Inglese, nel quale si leggono le sciocchezze più assurde, dovute all’elevato tasso alcolico, accompagnate da frasi tenere ed affettuose.
Gli amici milanesi (si fa per dire..) ci hanno fatto ammazzare dalle risate, sono stati così divertenti, tanto che mia mamma, (che per la cronaca si è praticamente trasferita al loro tavolo!) non fa altro che ripetere come per noi sia impossibile non soffrire la mancanza di Milano…”con degli amici così è impossibile non essere stati bene “!
PS Disavventura V: Noi sposini ci fermiamo a dormire in una camera del Country house e qui accade il colpo di scena: verso le 4 del mattino avvertiamo una “leggera umidità”, intanto fuori sta piovendo, e l’umidità si intensifica all’interno della stanza, fino a trasformarsi in acqua vera e propria…insomma ci stava piovendo sui cuscini, quindi in faccia, colpa di infiltrazioni dal tetto.
Eravamo così esausti che l’unica reazione è stata quella di alzarci e spostare il letto di pochi centimetri e poi via di nuovo sotto le coperte per dormire… sposa bagnata... persino in camera da letto!!