
Chi sono? Una donna che ha vissuto un'esperienza di vita nella meravigliosa Norvegia ma che poi è tornata in Italia ed ora vive da pendolare tra l'Olanda e l'Italia.
Una "viaggiatrice" curiosa e piena d'entusiasmo, che finisce sempre in paesi freddi!
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Tranquille è ovviamente un eufemismo....
Come potete ben immaginare trascorrere due intere mattinate all'ufficio del registro non è cosa simpatica o piacevole. E' anche per questo che la tag più appropriata è quella delle "disavventure".
Ma perchè gli uffici pubblici italiani, e coloro che ci lavorano, devono rendere sempre tutto complicato?
E' risaputo che la nostra burocrazia sia un vero incubo ma a se alla burocrazia ci aggiungiamo l'incompetenza del personale, la poca educazione, la pochissima voglia di lavorare dei molti (ovviamente i pochi che lavorano si fanno un bel mazzo!), e il mancato funzionamento dei "potenti mezzi" dello stato italiano, tra i quali i macchinari come pc e fotocopiatrici, siamo in una botte di ferro!!
E così accade che debba uscire dall'ufficio per andare a fare la fotocopia del mio documento d'identità in un punto internet adiacente all'ufficio stesso e che debba pure pagare di tasca mia...
Accade che l'impiegato mi ponga domande specifiche inerenti al modulo che lui stesso sta compilando, adducendo che i commercialisti mandano tutti in quell'ufficio convinti che chi ci lavora debba - "sapere tutto" - parole sue che suonano un rimprovero per me...e per il commercialista...
Accade che il "primo punto informazione", gestito da una signora la cui lentezza nel compilare pratiche farebbe concorrenza ad un bradipo, debba anche distribuire i numeretti per la fila e debba anche dirigere lo smistamento dei clienti nei vari sportelli.
Accade che i bigliettini vengano dati a casaccio e l'ordine di sequenza non venga rispettato: potete ben capire perchè mi sia trovata testimone di una rissa da stadio allo sportello!!
Ho visto cose allucinanti con gente che urlava manco fosse stata chiusa in gabbia per mesi e con impiegati pronti a rispondere ai clienti con una prepotenza degna di un hooligan..
Eccomi nella civile ITAGLIA , come scrive sempre il mio amico G.
Ed ecco che, anche a causa della rissa, debba essere costretta a ritornare in quell'ufficio di matti per due mattinate consecutive....per poi essere rimpallata da uno sportello all'altro come se giocassi una partita a tennis e fossi ovviamente la pallina...
Alla fine mi salvo e torno a casa in tempo per il pranzo, esausta ed affamata: in fondo sono le 13.00 ed è dalle 9.30 che gioco a tennis all'ufficio del Registro!
E' appena andato via il tecnico della caldaia.
Siamo stati tutto il weekend senza acqua calda ed ora avrei proprio voglia di una bella doccia.
Il ragazzo che è venuto ad aggiustarci le caldaia è il figlio di un tipo che ci aggiustava la caldaia in passato: quando si dice che il mestiere si passa in famiglia, di padre in figlio, non si dice una sciocchezza.
Purtroppo il figlio mi ha fatto una brutta impressione o meglio mi ha fatto tanta tenerezza.
All'inizio pensavo fosse ubriaco:rantolava invece di parlare, mi guardava storto e riusciva a mala pena a reggersi in piedi, figuramoci ad arrampicarsi su per la scala....mmm poi rideva strano e respirava a fatica...però si ricordava di mio padre e persino dove abitavamo fino ad una decina di anni fa.
Siccome la puzza di alcol era totalmente impercettibile, io ed il fidanzato (si, siamo a casa insieme proprio in questo momento!) abbiamo pensato che lo stato "quasi catatonico" del giovane soggetto, fosse dovuto agli acidi: Si, gli acidi devono avergli bruciato il cervello.
E' un peccato perchè credo abbia solo 2 anni più di me ed è sempre triste vedere come un giovane in gamba (la caldaia è stata aggiustata perfettamente) si possa ridurre così....non so se in futuro la sua situazione psicofisica migliorerà ma lo spero tanto.
Ah, stanca ma di nuovo a casa.
Io sono rientrata alla base mentre il fidanzato rientra domani notte.
Sabato abbiamo la giornata piena zeppa di appuntamenti, ma finalmente insieme (tranne al mattino): la nostra agenda sta diventando incontrollabile!
Per la precisione, ieri eravamo tutti e due in UK, ma non a Londra, che stavolta è stata appena sfiorata, solo per questioni areoportuali:lui Heatrow (d'altronde per lui paga "the company") io lo sciagurato Stansted.
Non sopporto granchè volare in Inghilterra:le file sono interminabili, i controlli superminuziosi pure sui bambini e sui neonati, neanche fossero i delinquenti della peggiore specie, ed il personale di terra è alquanto scorbutico, a differenza della media inglese che solitamente è molto "friendly".
Invece ho trovato la campagna inglese veramente bella, di un verde sfavillante, ed il clima mite e piacevole;per la precisione fa più freddo qui in Italia, strano ma vero.
Brighton è una città interessante:pulita, ricca, piena di pub, locali, negozi molto carini e soprattutto giovane. Si incontrano ragazzi dappertutto.
La coppia inglese che ci ha ospitato (a me e alla mia amica britannica Sue, con la quale viaggiavo) è simpaticissima e molto cordiale. Ottima ospitalità e cena vegetariana impeccabile:il dessert era da leccarsi i baffi!
Viaggiare con persone del luogo aiuta sempre ed è senz'altro più stimolante.
La casa era tipicamente English, ma per fortuna almeno loro non avevano la moquette nè in cucina nè al bagno:una vera rarità in Gran Bretagna!
Dopo Brighton ci è toccato il Devon....ah il Devon, un luogo magnifico pieno di richiami storici.
La campagna qui è bellissima,i paesini tutti molto caratteristici ed omogenei;niente costruzioni orrende e mal amalgamate. Le verdi colline che si stagliano a strapiombo sul mare fanno sempre il loro bell'effetto.
Le rocce qui hanno un colore rossastro, ed anche la sabbia, scrutando bene si possono trovare fossili quasi ovunque, d'altronde siamo in una zona famosa anche per questo, oltre che per le descrizioni brillanti e romantiche di Jane Austen, della quale ho fotografato la casa. E poi è stato emozionante e bello vedere i bei luoghi dove è stato girato il film "Sense and Sensibility" (Ragione e Sentimento) di Ang Lee con le straordinarie Emma Thompson e Kate Winslet (che adoro).
Gli amici di Sue sono simpaticissimi, dotati di quel tipico senso dell'umorismo British che io personalmente adoro: era tutto sempre così "lovely"!
Lovely, una parola usata ed abusata che ti apre ogni porta.
Altra annotazione:è sempre l'ora del thè, altro che ore 5! Ho bevuto tanto di quel thè da averne scorte per mesi e mesi.
Nel Devon sembrano essere tutti vecchi, nel senso che i giovani sono pochi e qui la popolazione è composta da anziani pensionati che si godono l'agognato relax.
E' anche una zona turistica molto in voga in primavera ed estate, quindi i prezzi di case e alberghi sono alti, ma noi avevamo da chi dormire;qui stavolta moquette ovunque, ovviamente anche in bagno, che fa molto "zozzo", ma cosa volete farci?
D'altronde mentre noi usiamo dire "si sta come un pascià" loro usano dire "si sta come una cimice nella moquette"...un motivo ci sarà :)
Per fortuna che nella lista delle mie numerose allergie non figura il temibile "acaro" della polvere,altrimenti sarei finita!
Nel Devon ho trascorso giorni davvero divertenti e le sere al pub, con gente del luogo, erano una costante.
Ho messaggiato al fidanzato per dirgli che la prossima volta dobbiamo andare in England insieme e lui ha risposto, cito testualmente "Assolutamente.....mi pare che sei sempre al pub"!!
Dopo vari intoppi, di cui vi parlerò in un apposito post (o forse in un apposito Blog) approdiamo a Stratford-upon Avon-, la città di William Shakespeare.
Mi è piaciuta molto. E' vero, tutto ruota attorno al famoso scrittore, ma come potrebbe essere altrimenti?
Comunque sia la cittadina è tenuta benissimo, un vero gioiello, e le casette caratteristiche mi sono piaciute, a parte il fatto che la pubblicità ha invaso troppo la città:sponsorizzazioni ovunque, discrete, ma pur sempre visibili. E' il rischio di questo genere di città che diventino delle sorte di market-bazar, ad ogni modo mai quanto Assisi (purtroppo).
Qui una coppia ospitale ci ha accompagnato nella visita della città, sempre dopo averci offerto la solita ed immancabile e "lovely"... "cup of tea".
Poi l'approdo a Birmingham, industriale fino al midollo, della quale non sono riuscita a vedere il cielo, tanta era la cappa grigio-torbida che la circondava.
Qui i genitori e le sorelle di Sue ci hanno accolto con un calore ed una simpatia commoventi.
Sono stata ufficialmente dichiarata come "facente parte della famiglia" per l'aiuto e l'affeto dato alla loro figlia in territorio straniero.
In mio onore è stato servito il pasto delle grandi occasioni (stufato di carne, patate e verdure) e la tipica English Breakfast che oramai, dicono loro, si fa solo la domenica oppure sotto le feste Natalizie.
Devo dire di apprezzare molto la colazione Inglese, mi piace un casino, mentre apprezzo un pò meno lo stufato che mi si è piazzato sullo stomaco come un macigno :)
AH, quante chiacchiere in lingua inglese, una full immersion totale, anche perchè la stessa Sue ha difficoltà con l'italiano.
Sono contenta di aver superato lo scoglio delle diversità dialettali inglesi...ho capito abbastanza bene i vari accenti, ed ho pure preso l'inflessione Birminghiana, suscitando l'ilarità generale....
Curiosità: tutti, ma proprio tutti, sorridevano perchè parlo inglese con inflessione Scandinava invece che italiana :) Good for me...aggiungo io!
La prossima settimana sono io fuori sede ,e non il fidanzato, con il quale ci daremo il cambio in areoporto, (strana ma vero!). Eh si, io atterro e lui parte per la stessa mia destinazione...beh non proprio la stessa città ma la stessa nazione. Avremmo persino rischiato di incontrarci al gate, se non fosse che partiamo ed arriviamo da areoporti diversi.
Quando si dice la coincidenza!!
Un anno fa, proprio oggi, partivo da Oslo per ritornare in quel della mia cittadina Natale.
Eh si, è già trascorso un anno, anche se sono arrivata qui il 7 ottobre, per essere precisi.
Sto vivendo delle strane sensazioni, a volte mi sembra di essere tornata da almeno 10 anni; mentre in altri momenti mi sembra di essere arrivata appena ieri.
Il fidanzato mi ha detto di avveritire le medesime sensazioni, che sono difficili da spiegare a parole per entrambi.
L'anno italiano è stato caratterizzato da varie fasi che posso riassumere nel seguente modo: